Copertina Scuderie di Palazzo Chigi-Albani
P.le Carlo Albani, 1 - Soriano Nel Cimino

Il Camaleonte Cooperativa Sociale

Scuderie Chigi Albani - Storia

(ITA) Inserita nel contesto architettonico sviluppatosi nei territori del viterbese in età manierista, la Villa di Papacqua, conosciuta oggi come Palazzo Chigi-Albani, trova le sue origini tra il 1564 e il 1572 per volere del cardinale Cristoforo Madruzzo, vescovo di Trento e Bressanone, su progetto dell'architetto perugino Ottaviano Schiratti.

Il progetto dello Schiratti molto probabilmente non vede la totale realizzazione a causa della prematura morte del Cardinale, avvenuta nel 1578 presso la Villa d'Este a Tivoli.

Il Madruzzo, uno dei maggiori artefici del Concilio di Trento, acquista il feudo sorianese nel 1561. La sua vicinanza e amicizia con altri principi, cardinali e feudatari del viterbese, in particolare Vicino Orsini di Bomarzo e Alessandro Farnese di Caprarola, con cui condivide la passione per gli studi e per le arti, sono lo stimolo per creare un luogo magico dove rifugiarsi, che compete in bellezza con il Palazzo Farnese a Caprarola, il Bosco Sacro a Bomarzo e Villa Lante a Bagnaia.
Il suo progetto trova ispirazione in una massiccia parete rocciosa in peperino da dove scaturisce in grande quantità acqua gelida. 
I due gruppi scultorei principali, direttamente scolpiti sulla roccia, ricordano il mito pagano (la Faunessa con i tre piccoli e la gigante figura maschile con corna si rifanno ad un episodio dell'Arcadia) e quello cristiano (Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia per dissetare gli ebrei). Ai lati di questi le quattro statue allegoriche a rappresentare le quattro stagioni.
Lungo il cortile una serie di vasche e maschere a carattere allegorico e grottesco dalle cui bocche fuoriesce l'acqua e un ninfeo interno al palazzo riportato alla luce durante le fasi di restauro.

Entrando nel cortile a "L", si sviluppano, con al centro i gruppi scultorei delle fontane, i due edifici del complesso monumentale: il primo che ha una funzione di scuderie, magazzini e alloggi per la servitù; il secondo, dimora del cardinale, che si sviluppa esclusivamente al piano terra e nei seminterrati dove sono le cucine, locali di servizi e magazzini di vario genere. Particolare è la presenza, attraverso dei canali ricavati appositamente dalla sorgente, di acqua corrente nelle cucine già dal XVI secolo. Al di sopra di questi edifici un giardino pensile all'italiana. 

Alla morte del cardinale il feudo di Soriano passò al nipote Fortunato, erede designato, che a sua volta lo cede alla famiglia Altemps. Questi restano a Soriano fino alla prima metà del XVIII secolo, quando prima con gli Albani e poi con i Chigi, Soriano vede lo sviluppo di una nuova urbanizzazione, che comincia ad estendersi oltre i confini medievali e a poco a poco ingloba la Villa di Papacqua nel contesto urbano. 
Contemporaneamente, gli Albani si preoccupano di ampliare il palazzo con una serie di importanti interventi, tra cui la sopraelevazione di un piano. Il palazzo resta nelle mani dei Chigi, succeduti agli Albani, fino agli anni settanta del Novecento quando vendono l'intera struttura a privati.

Oggi del palazzo, entrato a far parte dei beni del Comune di Soriano nel Cimino, e che ha vissuto momenti difficili negli ultimi trenta anni, sono visitabili le scuderie, il giardino pensile all'italiana e i gruppi scultorei delle fontane riaperti al pubblico da marzo 2014, dopo anni di restauro. 

Inserito nel Polo Turistico Culturale Municipale, attraverso un progetto partecipato tra più soggetti, il palazzo Chigi-Albani ospita nelle sue scuderie la Pinacoteca Lucio Ranucci che vede esposte 24 opere del pittore di origini sorianesi, noto in tutto il mondo e in particolare in sud america dove ha svolto la maggior parte della sua attività culturale e artistica; il centro documentale Tusciae Res, sezione distaccata della Biblioteca di Soriano nel Cimino, formatosi grazie ad una donazione di 3000 volumi e circa 2500 tra stampe e carte geografiche inerenti al territorio della Tuscia tra il 1400 e i giorni nostri.

A questi si aggiungono le mostre temporanee, i convegni e le presentazioni di libri che caratterizzano tutto l'anno il complesso monumentale.

La Cooperativa sociale Il Camaleonte gestisce i servizi dei nuclei del Polo Culturale Municipale e il Castello Orsini, imponente struttura di origine medievale.

Con il progetto I Love Soriano, la cooperativa si propone di promuovere e sviluppare le risorse del territorio nel contesto della Tuscia da quelle storico-artistiche a quelle archeo-naturalistiche, attraverso l’organizzazione di visite guidate, eventi culturali, percorsi naturalistici, fiere-mercato, coinvolgendo tutte le realtà territoriali che perseguono lo stesso obiettivo. 

(ENG) Inserted into the architectural context developed in the territories of the Viterbo age Mannerist, Villa Papacqua, known today as Palazzo Chigi-Albani, finds its origins between 1564 and 1572 by Cardinal Cristoforo Madruzzo, bishop of Trento and Bressanone, on project architect from Perugia Ottaviano Schiratti.
The design of Schiratti most likely not see the total realization due to the untimely death of the Cardinal, which took place in 1578 at the Villa d'Este in Tivoli.
The Madruzzo, one of the major architects of the Council of Trent, bought the estate Sorianese in 1561. Its proximity and friendship with other princes, cardinals and feudal lords of Viterbo, in particular Vicino Orsini Bomarzo and Alessandro Farnese of Caprarola, with which it shares the passion for studies and the arts, have the urge to create a magical place of refuge, which competes in beauty with the Palazzo Farnese in Caprarola, the Sacred Grove in Bomarzo and Villa Lante.
Its design is inspired in a massive rock wall of granite from which stems in large quantities icy water. The two main groups of sculptures, carved directly on the rock, reminiscent of the pagan myth (the Faunessa with three small and giant male figure with horns refer to an episode of Arcadia) and Christian (Moses Drawing Water from the Rock to quench the Jews).
On either side of these four allegorical statues representing the four seasons.
Along the courtyard a series of tanks and masks and grotesque allegorical character from whose mouths the water comes out and a nymph inside the building unearthed during restoration.

Entering the courtyard to "L", develop, with the center of the sculptures of the fountains, the two buildings of the monumental complex: the first one that has a function of stables, warehouses and servants quarters, the second home of the cardinal, that exists entirely on the ground floor and in the basement where the kitchens, local services and stores of various kinds. Detail is the presence, through channels specially derived from the source, running water in kitchens since the sixteenth century. On top of these buildings a roof garden Italian

On the death of the cardinal, the feud of Soriano passed to his nephew Fortunato, designated heir, who in turn passes it to the family Altemps. These remain in Soriano until the first half of the eighteenth century, when the first with and then with the Chigi Albani, Soriano sees the development of a new urbanization, which is beginning to extend beyond the boundaries of medieval and gradually incorporates the Villa Papacqua in urban context. At the same time, the Albani bother to expand the building with a series of important changes, including the raising of a plan. The building remains in the hands of the Chigi, the successors of the Albani, until the seventies? of the twentieth century when they sell the entire structure to private.

Today the palace, became part of the assets of the municipality of Soriano nel Cimino, and that has had it rough in the last thirty years, I have visited the stables, the roof garden Italian and the sculptures of the fountains reopened to the public in March 2014, after years of restoration. 

Inserted in the Municipal Cultural Tourism Pole, through a project participated in most subjects, the Palazzo Chigi-Albani houses in its scuderie a gallery Lucio Ranucci who sees exhibited 24 works of the painter originally Soriano, known worldwide and especially in South America where he played most of his cultural and artistic activity, the center document Tusciae Res, detached section of the Library of Soriano nel Cimino, formed thanks to a donation, which employs 3,000 volumes and about 2,500 prints and maps , all relating to the territory of Tuscia between 1400 and the present day.

Added to these are temporary exhibitions, conferences and book presentations that characterize the whole year the monument.

The Social Cooperative The Chameleon manages the services of the Municipal Cultural Centre which, in addition to the Palazzo Chigi Albani, includes the Orsini Castle, an imposing structure of medieval origin.


With the project I Love Soriano, the cooperative aims to promote and develop the area's resources in the context of Tuscia those historical-artistic ones archaeo-naturalistic, through the organization of guided tours, cultural events, nature trails, fiere- market, involving all the areas that have the same objective.